Cosa può insegnarci sulla leadership la musica jazz

Tempo fa ho ascoltato un mio amico, Nicola Dario, che durante un intervento formativo parlava di “Kind of blue” di Miles Davis come un momento di innovazione importante, non solo nell’ambito della musica, e come Miles avesse approcciato da leader la nuova direzione che intendeva dare alla sua musica.

Come succede spesso, quel discorso ha cominciato a girare nella mia testa, cercando di trovare un’applicazione concreta a quei bellissimi discorsi fatti tra appassionati di musica, fino a quando non ho letto un articolo di Scott Olson che invita ad essere leader come i jazzisti.

Ecco qui l’innesco che mi serviva!

In un’orchestra di musica classica, con un direttore, quello che si sviluppa è uno stile di leadership tradizionale. Qualcuno sceglie una sinfonia e consegna lo spartito al musicista. Ogni nota, crescendo, diminuendo, sfumatura è stata scritta dal compositore. È fondamentale la capacità del musicista di suonare la musica esattamente come è stata scritta. Solo al direttore d’orchestra è concessa la creatività.

Conosco molte persone che esercitano la leadership come un direttore d’orchestra. Si è leader per intelligenza, perché si è il migliore in quel lavoro e si possiedono tutte le risposte. Occorre dare a tutte le risorse umane uno spartito e queste lo devono eseguire fedelmente, proprio come un’orchestra. 
In realtà sappiamo che questo stile di leadership non funziona molto bene.

Invece per essere un leader efficace bisogna sviluppare uno stile di leadership jazzistico, che completi l’approccio più classico.

All that jazz

In che modo aggiungere un approccio jazz può rendere più agile ed efficace uno stile di leadership? 
Quando i jazzisti si riuniscono, una delle cose che amano di più è fare jam session. Queste in genere prevedono che si improvvisi e che si suoni a orecchio. Non c’è un direttore d’orchestra e raramente uno spartito. Uno dei musicisti di solito chiede di suonare una canzone.  ‘In che tonalità?’ chiede qualcuno. A questo punto si comincia a suonare. Quello che succede dopo è la vera bellezza del jazz.

La canzone si sviluppa, ma all’improvviso uno dei musicisti suona una variazione con una nota interessante, oppure suona un ritmo insolito. 
Il bassista si accorge della variazione del batterista. Anche il pianista si accorge del nuovo sviluppo e cambia ciò che stavano suonando. A questo punto il sassofonista è partito in quarta, suonando qualcosa che arricchisce le altre variazioni. 
È tutto senza uno spartito, ma è importante notare che non è un caotico “liberi tutti”. Invece i musicisti stanno ancora suonando la canzone che avevano iniziato: aggiungono solo sfumature creative”.

È così che funzionano i team innovativi e ad alte prestazioni. Non c’è una persona che dirige e tutti gli altri che eseguono. È una collaborazione in cui il leader definisce la visione, e tutti contribuiscono con la propria competenza, aiutando a sviluppare il progetto comune.

Come essere leader in una jam session

Per aggiungere i principi della leadership jazz a uno stile classico di leadership, occorrono quattro attributi chiave:

  1. Rischio: il batterista ha provato qualcosa di diverso, ha preso un rischio e si è sentito libero di farlo. 
    Per ottenere nuove idee e risultati creativi, i membri del team devono sentirsi liberi di improvvisare. Rischiare significa fare ciò che è difficile e fuori dalla nostra zona di comfort. Prendere insomma quelle decisioni, o fare quelle conversazioni e situazioni che ci mettono a disagio e che spesso evitiamo.
  2. Ascolto: il bassista ha ascoltato la variazione del batterista e ha cambiato note e ritmo di conseguenza
    L’ascolto è una delle abilità più importanti per un leader. Quando le persone si sentono ascoltate e percepiscono che ciò che hanno da dire è importante, la loro motivazione aumenta notevolmente. Non significa essere sempre d’accordo con le persone, ma significa riconoscere il loro punto di vista.
  3. Collaborazione: poiché nel jazz non ci sono spartiti e nessun direttore d’orchestra, il successo della canzone dipende dal contributo di tutti. 
    Una grande collaborazione si verifica quando c’è apertura verso tutti i punti di vista e le persone costruiscono insieme alle idee degli altri, non le annullano.
  4. Consapevolezza: i musicisti jazz si guardano a vicenda, sorridono, annuiscono e talvolta usano gesti delle mani. 
    Anche l’autoconsapevolezza è fondamentale nella leadership, ma è difficile da raggiungere. Uno studio di Harvard ha mostrato che l’85-90 percento delle persone pensa di essere consapevole di sé, ma solo il 10-15 percento lo è davvero!

Trovare il groove

Essere consapevoli di sé, collaborare, creare un ambiente in cui le persone si prendono dei rischi: tutte competenze di Intelligenza emotiva.

Nel jazz, il groove creato sul momento determina l’esito della performance (suono, emozione, sentimento). 
Nella musica classica, il compositore e il direttore hanno predeterminato il risultato. 
Quando invece un leader e un team trovano quel “groove di leadership”, in cui si completano in modo creativo e sfidano lo spartito, possono arrivare a una incredibile situazione di collaborazione sinergica. 

Trovare il ritmo è una cosa bellissima, in una grande performance musicale.

È ancora più impagabile quando un gruppo di individui diventa una squadra impegnata e creativa.

Nazario De Mori

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